CONGIUNTURA ECONOMICA ABRUZZESE N. 4/2015

SI CONFERMA L’AVVIO DELLA RIPRESA

MA È ANCORA PRESTO PER CANTARE VITTORIA

La fine del 2015 è trascorsa da qualche mese cosicché è possibile sintetizzare gli andamenti che hanno caratterizzato l’anno appena trascorso e avanzare ipotesi sulle tendenze che si potranno manifestare nel prossimo futuro.

A livello globale lo scenario delineato dal Fondo Monetario Internazionale stima per il 2015 una crescita dell’economia mondiale del 3,1%, guidata principalmente dai paesi emergenti i cui risultati, sebbene in lieve calo nell’ultimo quinquennio, sono comunque migliori di quelli delle economie avanzate. Queste ultime mostrano un leggero recupero che sembra produrrà i suoi effetti anche nel 2016 e nel 2017.

Anche l’OCDE, nonostante le revisioni al ribasso effettuate recentemente, evidenzia per il prossimo biennio previsioni positive e crescenti, che coinvolgono anche l’area Euro e l’Italia. L’andamento positivo riguarderà anche il commercio mondiale che, dopo un lieve rallentamento osservato nel 2015, viene previsto in accelerazione nel 2016 e nel 2017.

Per l’Italia le stime internazionali, sebbene tra le più deboli dell’area Euro, sono finalmente positive e previste in rafforzamento, dopo anni di segni negativi deludenti e forse preoccupanti, cosicché sembra che la recessione sia stata superata.

Anche l’Istat registra una crescita del Pil italiano dello 0,8%, dopo tre anni consecutivi di flessioni, risultato che fa ben sperare per il futuro in quanto è accompagnato dal rafforzamento dei consumi delle famiglie rispetto al 2014 e alle diminuzioni degli anni precedenti e dal lievissimo incremento degli investimenti fissi lordi dopo anni in calo.

Tali stime sono confermate anche da quelle elaborate dall’Istituto di analisi economica Prometeia che vede andamenti del Pil, dei consumi delle famiglie, degli investimenti fissi lordi e della spesa della Pubblica Amministrazione positivi per il 2015, e in consolidamento per
il biennio successivo, che permettono di riconoscere nel 2015 l’anno della svolta, identificando finalmente l’inversione di tendenza rispetto alla crisi precedente.

Anche per l’Abruzzo Prometeia delinea uno scenario incoraggiante, con andamenti del Pil e degli altri principali indicatori macroeconomici positivi, dopo anni di diminuzioni, e previsti in miglioramento per i prossimi anni.
In questo quadro generale, che finalmente mostra tratti favorevoli, si inseriscono i risultati ottenuti nel quarto trimestre 2015 dalle imprese manifatturiere e nel secondo semestre 2015 da quelle edili che vengono presentati in questo fascicolo di Congiuntura Economica abruzzese.
Evitando il rischio di sottolineare con eccessiva enfasi il risultato dell’anno appena trascorso, bisogna mettere in risalto in maniera opportuna il consolidarsi della fase di ripresa del sistema manifatturiero abruzzese.
L’incremento medio dei livelli produttivi osservato nel 2015 ha proseguito rafforzando il sentiero in crescita rilevato nel 2014, dopo i due anni di crisi precedenti, così come accaduto sia per il fatturato che per gli ordinativi sul mercato nazionale e internazionale. L’occupazione, che pure risulta ancora in diminuzione annua, rallenta il calo. Le imprese di maggiori dimensioni su cui è basato il modello di specializzazione della regione (come Sevel e LFoundry) dimostrano ancora una volta di saper interagire con le opportunità offerte dai mercati internazionali e, in tempi recenti, anche quelli nazionali. Diversi segnali positivi sembrerebbero
far pensare che anche per l’articolato universo della piccola impresa si sia avviato un percorso di risalita. Guardiamo con favore alle previsioni ottimistiche formulate dai nostri imprenditori con l’auspicio che siano adesso sostenute con adeguate misure di sostegno.

Anche il settore delle costruzioni mostra segnali positivi in quanto le imprese intervistate hanno registrato nel 2015 incrementi medi sia della produzione, sia del fatturato e delle commesse, migliori degli andamenti registrati negli anni precedenti. Come rilevato per le imprese manifatturiere, l’occupazione continua a diminuire, ma quella totale cala in misura inferiore rispetto al biennio precedente. Le dimensioni aziendali influiscono pesantemente sui risultati ottenuti dato che le piccole imprese continuano a dover affrontare le più pesanti difficoltà con risultati ancora in diminuzione e peggiori della media del settore. Nonostante i segnali di miglioramento le aspettative per il prossimo semestre non sono ottimistiche, probabilmente perché il totale rasserenamento del clima di opinione è ostacolato dalle ancora troppo numerose cessazioni di imprese, che superano abbondantemente le aperture di nuove.

In complesso il 2015 sembra aver visto un graduale rafforzamento dei segnali di miglioramento dell’economia nazionale e regionale, sebbene non si possa ancora cantare vittoria.

Francesco Prosperococco

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