CONGIUNTURA ECONOMICA ABRUZZESE – SUPPL. AL N. 4/2015

copertina suppl 2014-5

2015: UN ANNO DI TRANSIZIONE

ANCHE PER COMMERCIO E ARTIGIANATO

La recente conclusione dell’anno 2015, dopo quella espressa sugli altri settori monitorati dal Cresa, impone una riflessione anche sull’andamento registrato dai settori del commercio e dell’artigianato e sulle aspettative previste per il prossimo futuro.

La dinamica imprenditoriale rilevata a livello nazionale si caratterizza per un ulteriore calo delle imprese artigiane attive e per la stasi di quelle commerciali, risultati da valutare in senso positivo in quanto entrambi migliori delle diminuzioni osservate nel 2014. Un altro elemento incoraggiante è che per entrambi i settori si attenua la flessione delle nuove iscrizioni e le cancellazioni continuano a calare.

Inoltre il 2015 è stato caratterizzato da un certo incremento della spesa per consumi finali delle famiglie (valutato dall’Istituto di ricerca economica Prometeia in un +1,1% maggiore del +0,4% del 2014), dall’incremento delle vendite al dettaglio (secondo l’Istat +0,7%) dopo 4 anni consecutivi di diminuzioni, favorito da un lievissimo aumento del livello dei prezzi (l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività nel 2015 è stato +0,1%) che ha facilitato la ripresa del potere d’acquisto delle famiglie.

In Abruzzo la natimortalità delle imprese commerciali e artigiane mostra un andamento assimilabile a quello italiano con variazioni ancora negative delle imprese attive ma in fase di attenuazione rispetto al 2014, sebbene peggiori di quelle italiane. Elementi confortanti sono anche il crescente calo delle cancellazioni degli artigiani e dei commercianti, e l’attenuazione della flessione delle iscrizioni artigiane.

In questo quadro di riferimento negativo, ma caratterizzato da numerosi elementi incoraggianti, i risultati emersi dalle rilevazioni congiunturali del Cresa sono ancora sfavorevoli con flessioni annuali per entrambi i settori sia del fatturato (commercio: -1,2%; artigianato: -1,0%) sia dell’occupazione (commercio: -1,6%; artigianato: -2,7%) ma con un evidente attenuazione rispetto a quelle osservate nell’anno precedente. Con maggiore livello di dettaglio, le imprese del commercio al dettaglio hanno ottenuto i risultati meno negativi mentre quelle artigiane che forniscono servizi alle imprese hanno raggiunto gli unici risultati positivi.

Fanno ben sperare per il futuro anche le previsioni sui consumi finali delle famiglie stimate da Prometeia in accelerazione sia in Italia che in Abruzzo nel 2016, e la ripresa della fiducia delle famiglie e delle imprese. Tali elementi rassicuranti non trovano espressione, però, nelle previsioni sul fatturato manifestate dalle imprese commerciali e artigiane abruzzesi che rimangono comunque negative, sebbene nell’ambito dell’artigianato il pessimismo risulti meno pesante.

Ed effettivamente non si può dare loro torto per il fatto che permangono elementi di incertezza nella ripresa economica che fanno pensare che le difficoltà non sono ancora state completamente superate, considerando la revisione al ribasso dell’incremento del Pil per il 2016 nel Documento di Economia e Finanza, il rallentamento della produzione industriale nel primo bimestre 2016, il lieve calo dell’occupazione nei primi mesi del 2016.

Oltretutto rimangono aperte numerose questioni che riguardano i due settori, quali ad esempio, l’aumento dei reati a danno delle attività commerciali e la necessità di un maggiore controllo del territorio, dell’effettività della pena e della riduzione dei tempi della giustizia, l’evoluzione digitale del settore commerciale vista sia come opportunità di crescita sia come concausa della scomparsa della rete commerciale tradizionale, la desertificazione dei centri storici per la chiusura delle attività commerciali tradizionali e dei pubblici esercizi con conseguente bisogno di misure di rivitalizzazione per riconquistare l’attrattività verso residenti e turisti, il calo delle vendite del piccolo dettaglio impossibilitato a competere con gli ipermercati su orari e prezzi, la necessità di tutelare l’identità e certificare l’origine e la qualità dei prodotti attraverso l’introduzione di un sistema di tracciabilità per combattere la contraffazione che ogni anno produce danni ingenti al settore artigiano manifatturiero protagonista del made in Italy.

Francesco Prosperococco

Scarica la pubblicazione in formato Pdf

Print Friendly, PDF & Email