Il TURISMO in Abruzzo

Promuovere la proposta turistica di un territorio significa, necessariamente e prima di tutto, conoscerlo. E per averne conoscenza reale, piena, occorrono sia le informazioni quantitative – i dati – sia l’esperienza, l’assidua frequentazione, la conoscenza empirica. Le informazioni le si deve attingere da fonti diverse. Alcune di queste sono più robuste e consolidate; altre presentano insufficienze di vario genere e un diverso grado di completezza. Va da sé, in tale contesto, che sarebbe auspicabile poter disporre al più presto di un servizio statistico locale aggiornato e puntuale quale elemento essenziale per ogni corretta programmazione. Le informazioni si devono reperire anche attraverso la ricerca sul campo, mediante metodi di indagine moderni e scientificamente attendibili. In questo campo il CRESA si è ulteriormente qualificato acquisendo in questi ultimi anni una esperienza e una competenza che gli vengono anche dal sapersi avvalere di istituti specializzati nell’analisi territoriale.

Il Rapporto mostra come l’Abruzzo sia una importante destinazione turistica in grado di garantire una molteplicità di offerte ma con un notevole potenziale ancora da esprimere.

Caratterizzata da diverse “luci” ma anche da molte “ombre”. Anche per questa ragione dal Rapporto non emergono particolari indicazioni ma soprattutto domande. Quanta parte dell’offerta turistica esistente risponde in pieno ai requisiti di un prodotto turistico? Quanta parte dell’attuale offerta è in grado di fare “sistema” – come ricorrentemente si sostiene – non solo all’interno del rispettivo ambito d’azione ma con le attrattività, le offerte, i prodotti di altre località limitrofe? Quanta consapevolezza esiste sui propri reali punti di forza da parte dei molteplici e variegati territori che caratterizzano l’Abruzzo turistico? Come sono utilizzate le informazioni al riguardo per un’efficace promozione delle varie tipologie di offerta?

Sempre più il mercato premia la qualità ambientale e la cultura dell’accoglienza. Gli operatori che possiedono culture, tecniche ed informazioni evolute e di qualità, possono affrontare con le migliori prospettive le sfide ed i rischi del mercato, proponendo in termini
di compatibilità e sostenibilità sia il territorio come destinazione sia le singole aziende.
Il frequentatore, più o meno occasionale, è sempre più interessato alla tutela e all’innovazione che migliora senza tradire specificità e tradizione, facendola rivivere in chiave moderna. In anni difficili come quelli che stiamo attraversando non ci sono alternative alla sostenibilità coniugata allo sviluppo come miglior via che possa intraprendere un territorio fragile come l’Abruzzo.

La base informativa messa in campo dal CRESA con questo che è ormai il terzo appuntamento sul turismo in Abruzzo (dopo quelli del 1995 e del 2004, con cadenza quasi decennale dunque) è un tassello utile alla descrizione delle caratteristiche dei diversi “Abruzzi” turistici per poter sfruttare nuovamente il capitale territoriale inattivo e cogliere l’opportunità per definire una visione strategica di cui da diverse parti si lamenta la mancanza.

Le caratteristiche descritte riguardano gli aspetti socio-demografici ed economici, quelli della ricettività, del movimento turistico, delle offerte presenti. L’unità di analisi individuata è stata, laddove possibile, quella comunale. La metodologia prescelta ha consentito di mettere meglio a fuoco piccole porzioni di territorio ritenute sufficientemente omogenee tra loro senza tuttavia tralasciare il quadro d’insieme dell’intero Abruzzo, nella convinzione che per essere credibili su un mercato turistico sempre più vasto e differenziato è sempre più necessario unire e non frammentare, accrescere l’offerta integrata di un territorio e non soltanto quello di una singola località, valorizzare in una logica di rete gli elementi di attrazione. A conclusione dei primi due capitoli, dedicati alla rilevazione delle caratteristiche dei singoli ambiti turistici della regione, si apre una terza parte che presenta tre argomenti rilevanti: nel primo, si presentano i risultati di un’indagine rivolta ad un campione di operatori turistici abruzzesi, ai quali vanno i dovuti ringraziamenti per la disponibilità mostrata e il tempo dedicato alla compilazione del questionario. Con tale indagine sono state raccolte informazioni riguardanti non solo specifici aspetti dell’offerta, rilevanti per la comprensione della capacità competitiva del sistema turistico regionale, ma anche le caratteristiche della domanda e la capacità del territorio di soddisfare aspettative e bisogni dei visitatori. Nel secondo, viene presentata una stima delle seconde case presenti a livello comunale sull’intero territorio regionale e dei flussi turistici ad esse connesse.

Nel terzo, è stata considerata la presenza su internet delle singole imprese comprese nel campione e ne vengono analizzate le principali caratteristiche.

Siamo persuasi che questo confronto con i vari territori potrà favorire un’accresciuta consapevolezza dei propri punti di forza, una migliore capacità di collaborare tra soggetti ed ambiti diversi per rafforzare l’offerta di tutto l’Abruzzo. Gli esiti di questo monitoraggio, pubblici e liberamente disponibili, dovrebbero costituire un contributo di conoscenza rilevante per i decisori locali al fine di elaborare proposte adeguate nei confronti del mercato, ma anche proposte corrette dal punto di vista progettuale e normativo. Dovrebbe essere sempre di più così per l’Abruzzo, regione indotta, dal suo peculiare assetto, a coniugare sviluppo e sostenibilità, a cercare il progresso dentro un quadro caratterizzato da equilibrio, tutela, valorizzazione del suo territorio e collaborazione tra i vari soggetti che operano all’interno del suo perimetro. È, in fondo, il destino delle regioni appenniniche (al pari di quelle alpine) quello di individuare e sperimentare percorsi in cui tutela ed innovazione vengano coniugati insieme nel nome di un comune interesse.

La pubblicazione “IL TURISMO in ABRUZZO” in versione Pdf

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